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I falsi miti sul sesso nel Medioevo

Medioevo

Non solo streghe, tragedie e roghi. Nell’immaginario collettivo il Medioevo è stata un’epoca oscura, paurosa dove la gente ha vissuto in uno stato di completa schiavitù. Certamente è stata un’era caratterizzata da forti contraddizioni di una società che era divisa in classi elitarie. Allo stesso tempo, però quello medievale è stato il periodo delle grandi università, della filosofia, dei madrigali e della nascita dell’amor cortese, il precursore del moderno galateo.

Le leggende del Medioevo legate al sesso

Una delle principali leggende medievali è lo “Ius primae noctis”, che in italiano si traduce con “Diritto della prima notte” (raffigurato nel quadro del 1874 del pittore russo Vasilij Dmitrievič Polenov). La locuzione latina indica il pretesto da parte del signore feudale che, in occasione del matrimonio di un servo della gleba, avrebbe potuto sostituirsi al marito nella prima notte di nozze.

La storicità di questa credenza è però del tutto falsa, in quanto non sono presenti dei documenti attendibili che ne attestino la veridicità. Inoltre è difficile pensare che in una società medievale in cui la Chiesa e il cristianesimo avevano un controllo praticamente capillare sulla famiglia e sul conseguente comportamento delle persone, fosse accettato un costume così mortificante per i sudditi e incompatibile con il valore dato alla verginità e alla purezza femminile. La leggenda, tuttavia, fu alimentata dal cinema italiano in alcune commedie degli Anni Settanta.

Un’altra credenza è legata alla cintura di castità. Più precisamente risale all’epoca dei Crociati, che prima di partire alla conquista del Santo Sepolcro, un viaggio che poteva durare anche molti anni, avrebbero fatto indossare questa cintura alle loro mogli affinché fossero rimaste illibate fino al loro ritorno. Sarebbe inoltre stato usato anche dagli uomini del Medioevo che per affari erano sempre in viaggio, per assicurarsi la fedeltà delle loro spose.

Non si trovano tuttavia cinture di castità arrivate fino a noi dal Medioevo. Tanto meno dei documenti che ne attestino con certezza il loro utilizzo. La prima raffigurazione di questo oggetto, infatti, è stata ritrovata in un manoscritto satirico del XV secolo. Il documento raccontava, come uno scherzo, la storia dei mariti fiorentini che costringevano le loro mogli ad indossarle.

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