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Freddie Mercury, l’Aids non risparmia le rockstar

Londra, anno 1991. Erano quasi le ore 19 del 24 di novembre quando Freddie Mercury, alias Farrokh Bulsara, perdeva la vita a causa del virus dell’HIV. A 27 anni di distanza, nel 2018, la stella dei Queen viene celebrata dalla pellicola Bohemian Rapsody e il suo ricordo del Live aid, lo storico concerto al Wembley Stadium in favore delle vittime della carestia etiope. All’alba del 2019 il nome della rockstar è ancora sulla bocca di tutti, ma la pericolosità della malattia infettiva che l’ha ucciso sembra essere caduta nel dimenticatoio dei media.

Aids e Hiv, facciamo chiarezza

Non è un caso che Bohemian Rapsody sia uscito nelle sale italiane il 29 novembre dello scorso anno, poco prima della Giornata Mondiale contro l’Aids, prevista dall’UNAIDS per il primo giorno di dicembre. Dopo la morte di Mercury Brian May, Roger Taylor e Jim Beach hanno fondato la The Mercury Phoenix Trust, organizzazione che si occupa di fare informazione – ma soprattutto chiarezza – sulla patologia.

L’Aids o sindrome dell’immunodeficienza acquisita è una malattia infettiva causata dal virus HIV, che riduce al minimo le difese immunitarie dell’organismo. L’agente patogeno distrugge infatti le cellule CD4, svolgenti un’importante ruolo di difesa contro le altre infezioni. Non solo: l’HIV si replica molto velocemente sfruttando i globuli bianchi, che annienta.

Dall’infezione alla vera e propria patologia, l’Aids, possono trascorrere anche parecchi anni. Lo stesso Freddie Mercury annunciò al mondo la notizia quando l’infezione era già in fase avanzata, affidando alla stampa queste parole:

«Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa terribile malattia».

Cosa è cambiato dalla morte di Freddie Mercury

In Italia sono quasi 130 mila le persone che vivono con l’Hiv e, tra queste, 1 persona su 10 non è consapevole di avere contratto il virus. Anche se la malattia miete meno vittime rispetto al passato, rimane lo stesso pericolosa: fortunatamente, grazie a farmaci in grado di bloccare la replicazione dell’agente patogeno, l’aspettativa di vita è simile a quella della popolazione sana. Febbre, gonfiore delle ghiandole linfatiche, dolori e sudorazioni notturne rimangono comunque un primo campanello d’allarme importante. E la prevenzione, in particolare, resta fondamentale: il sesso protetto e l’unica soluzione per scongiurare la trasmissione dell’Aids.

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