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Ermafroditismo, la condizione d’intersessualità

Joy+ affronta uno dei maggiori tabù legati alla sessualità

L’ermafroditismo, ovvero la condizione di intersessualità, consiste nella convivenza tra caratteri sessuali maschili e femminili in una sola persona. È uno dei tanti tabù legati al sesso, sebbene in molti animali sia un vero e proprio fenomeno naturale, grazie al quale possono persino variare il proprio sesso in base ai cambiamenti sociali e ambientali.

Nell’essere umano, dove i due sessi sono separati dal profilo genetico, si tratta invece di un’alterazione dei processi legati alla differenziazione dei genitali che interviene durante lo sviluppo dell’embrione, un trattamento chiamato embriogenesi. Per vero ermafroditismo si intende una condizione nella quale la persona presenta sia cellule XX, ovvero con profilo cromosomico femminile, che XY con profilo cromosomico maschile. È estremamente rara e dal punto di vista medico si definisce “chimera genetica“. In un ermafrodita vero sono presenti sia il testicolo che l’ovaio, oppure un organo composto da tessuto intermedio fra i due chiamato “ovotestis”. A differenza di un vero ermafrodita, però, uno pseudoermafrodita possiede un sesso genetico preciso (XX o XY). Tuttavia alla presenza di genitali maschili o femminili, si accompagna un aspetto esteriore con caratteristiche dell’altro sesso. Tra queste vi è ad esempio la comparsa di peluria nelle donne, lo sviluppo delle mammelle negli uomini e altri caratteri sessuali secondari, come il timbro della voce.

L’ermafroditismo è un’alterazione ormonale, che può richiedere una terapia di supporto psicologico.

Lo pseudoermafroditismo può essere scatenato da alterazioni al sistema endocrino durante lo sviluppo del feto. Dal punto di vista esteriore un ermafrodita può presentare organi sessuali maschili o femminili riconoscibili oppure una condizione intermedia fra i due. Il pene in un ermafrodita vero è piccolo, mentre nello scroto non sono presenti testicoli e la suddivisione ricorda quella delle grandi labbra. Spesso sono presenti una vagina e un utero, e talvolta anche una prostata. In presenza di un ermafrodita, il sesso di un individuo non può essere sempre determinato dalla nascita a causa di condizioni ambigue. In questi casi, il personale sanitario procede con una serie di analisi, genetici ed istologici, per definire il sesso genetico dell’individuo e, col supporto della famiglia, si decide quale trattamento fornire, per determinare o l’uno o l’altro sesso.

L’ermafroditismo viene trattato con terapie ormonali o interventi di chirurgia plastica. Molto importanti sono però anche l’ambiente in cui cresce il soggetto e l’approccio psicologico durante l’intero percorso, visto il possibile rischio di scelte che non soddisfino completamente l’orientamento psichico della persona ermafrodita.

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